Il CEO di GlassUp ci rilascia alcune dichiarazioni sulla disputa del nome Glass

Luca Mercatanti
8 ago 2013

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato della richiesta da parte di Google di far cambiare nome al progetto Italiano GlassUp poichè potrebbe confondere le idee con il progetto della grande azienda americana. Abbiamo contatto Francesco Giartosio (che qui avevamo già intervistato) per farci spiegare la vicenda nei dettagli. Ecco cosa è saltato fuori.

Circa un anno fa, Google ha registrato il marchio Google Glass e anche il marchio Glass in quasi tutti i paesi. Non è stato possibile registrarlo nella categoria “abbigliamento e accessori”, perché occhiale è naturalmente una parola di uso comune, quindi non può essere detenuta da nessuno. Cosi hanno deciso di registrarla nella categoria “elettronica di consumo”, in quanto per quella categoria non risultava una parola comune; così come Apple è una parola comune nella categoria Frutta ma non nella categoria telefonini.

Noi di GlassUp non siamo daccordo con questa scelta in quanto il nostro prodotto è davvero un occhiale. Se accettiamo questo concetto, chiunque si potrà impossessare anche della parola scarpa, se ad esempio sta sviluppando delle scarpe intelligenti o guanto, o anche altro ancora. Insomma, tutti i wearables sono elettronica ma sono anche abbigliamento.

Io ho registrato il marchio GlassUp a ottobre 2012 in Italia, in previsione di fare poi lestensione internazionale retroattiva come è di prassi. Nella primavera di quest’anno sono stato contattato telefonicamente e via e mail da Google per essere informato che, se non avessi rinunciato al marchio GlassUp, avrebbero fatto opposizione allufficio marchi. Inutile dire che, mentre io ero un po a terra, i miei ragazzi erano euforici del fatto di aver ricevuto una telefonata da Google.

Ci abbiamo pensato e poi abbiamo deciso di non dargliela vinta, e loro hanno fatto opposizione. E quindi una procedura amministrativa, non legale, semplicemente lufficio Marchi ascolterà le parti e deciderà chi ha ragione. Il tutto prenderà molti mesi, dovrebbe concludersi a fine anno.

Tra le altre cose ho raccontato la vicenda a Steve Mann, un guru nel campo degli occhiali a realtà aumentata, uno che li indossa quotidianamente da trentanni (da noi ha avuto recente notorietà perché è entrato in un McDonalds francese con i suoi occhiali addosso, i commessi preoccupati che li stesse riprendendo gli hanno chiesto di toglierli, lui si è rifiutato e lo hanno menato). Steve mi ha dato ragione.

Se in un qualsiasi dizionario si cerca la parola Glass, in genere come prima definizione troviamo il vetro, come seconda il bicchiere, e come terza locchiale, per questo ritengo che sia parola comune. Vedremo cosa deciderà lufficio marchi.

Francesco ed il suo team ha deciso di combattere Google a spada tratta, unazione assai coraggiosa se solo cerchiamo di immaginare la potenza che la grande azienda americana ha in mano. Come andrà a finire? Lo sapremo soltanto alla fine del 2013.

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