Intervista al CEO di GlassUp, il concorrente italiano dei Google Glass

Luca Mercatanti
25 giu 2013

Vi abbiamo già parlato dei GlassUp in un precedente articolo. Per chi non lo avesse ancora letto ricordiamo che questo prodotto è il diretto concorrente made in Italy dei Google Glass. Oggi abbiamo lonore di intervistare Francesco Giartosio, CEO del progetto. Cogliamo loccasione per ricordarvi che potete prenotare il vostro paia di GlassUp al costo di soli 199$ su Indiegogo.

Ciao Francesco, abbiamo già parlato del progetto GlassUp allinterno di Google Glass Italia, ma prima di tutto ci racconti chi sei e di cosa di stai occupando in questo momento?

Ciao Luca, io sono una persona curiosa che cerca di ripensare il modo in cui si fanno le cose. Vedo che certe cose vengono fatte in modo scomodo e penso se si possono fare meglio.
E quello che ho fatto quando ho inventato la ContiPronti, il primo servizio di contabilità online in Italia: mi sembrava del tutto inutile scambiare ancora oggi tanta carta, e spostarsi di persona per farlo (infatti ha avuto successo, e poi me lhanno copiato tutti).
Ho provato anche altri progetti, come quello di sostituire leye tracking al mouse per controllare il cursore; e gli occhiali per vedere le informazioni senza dover prendere il telefonino.
Quel progetto è esploso, e ora ci lavoro senza respiro. E travolgente, ma avvincente, cè un entusiasmo incredibile. Inizialmente pensavamo chissà se qualcuno li comprerà. Poi abbiamo iniziato a parlarne in giro, e ce li hanno chiesti a centinaia di migliaia se solo ci sbrighiamo a farli!

Glass Up vuole essere lalternativa made in Italy dei Google Glass che tra la fine del 2013 e linizio del 2014 dovrebbero sbarcare sul mercato di massa. Ci sono delle differenze tra il vostro progetto e quello di Google? Vi siete ispirati ai Glass durante la realizzazione dei primi prototipi o avete preferito mantenere una vostra linea di lavoro?

Noi siamo partiti a settembre 2011, quando di Google non si sapeva nulla. Quando abbiamo saputo di loro abbiamo pensato al da farsi, ma abbiamo deciso di andare avanti perché cerano delle differenze importanti, anche a nostro favore: il prezzo, lestetica, ma soprattutto la tecnologia, che ci permette di mostrare i messaggi vicino al centro del campo visivo.
Abbiamo mantenuto la nostra visione, e pensiamo che la scelta sia stata pagante, anche se a volte è difficile dire di no. Loro invece si sono avvicinati alla nostra visione: ad esempio allinizio volevano fare degli occhiali indipendenti dal telefonino, poi hanno capito che sarebbero stati pericolosi per la salute e hanno cambiato idea.

A che fase di sviluppo sono i Glass Up? Quando saranno immessi sul mercato?

Giovedì 6 Giugno alle 18 mi è arrivata dal laboratorio di Padova la telefonata di Gianluigi, il mio socio Direttore Tecnico, che diceva che il prototipo aveva funzionato per la prima volta, dopo quasi due anni di lavoro. Mi vergogno a dirlo, ma mi sono messo a piangere.
Al tempo stesso abbiamo capito che non sarebbero stati pronti questautunno come speravamo, arriveranno a febbraio, cè ancora molto da fare.

Previsioni dei costi dei Glass Up? Potete anticiparci qualcosa?

Sì, la versione di base costerà € 299 al pubblico. Poi studieremo delle versioni avanzate, non sappiamo ancora neanche noi quali saranno le priorità, se la fotocamera o il riconoscimento vocale o cosa altro. Ma prima dobbiamo lavorare alla versione per occhiali da vista e al design.

Pensi che Glass Up e tutti i nuovi sistemi HUD che stanno approdando nel mercato di massa possano rivoluzionare il mondo come hanno fatto in passato gli smartphone?

Sì. Francamente io volevo fare la telepatia, questo è solo un passaggio intermedio, il massimo a cui si può arrivare oggi.
Gli occhiali sembrano una stramberia, ma domani li considereremo parte di noi. Sono convinto che chi li toglierà dopo averli usati un po proverà un senso di vuoto, sapendo di tutte quelle informazioni che ci sono e che non vede più, i primi test lo hanno già segnalato.
Insomma, immagina che una persona ti parli, e tu invece di sentire ciò che ti dice devi fargli segno di aspettare, prendere di tasca uno strumento, aprirlo, avviarlo, e poi finalmente senti ciò che ti stanno dicendo: non sarebbe una vita infernale? Ebbene, è quello che succede oggi col telefonino, invece di vedere un messaggio nel momento in cui arriva devi andartelo a recuperare, è assurdo.
Più banalmente, so che la domanda cè perché mi arriva una richiesta nuova ogni giorno, per gli usi più diversi.

Francesco noi ti ringraziamo per questa intervista e non vediamo lora di provare i Glass Up. Se cè qualcosa che vuoi aggiungere a quanto già detto questo è il tuo momento!

Beh, certo se andate sulla nostra pagina Indiegogo e li ordinate ci fate un piacere e fate un affare, perché sono scontatissimi!

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